Davanti all’evento luttuoso, esprimere pubblicamente il proprio senso di dolore e di perdita condividendolo con gli altri viene generalmente considerato il primo e necessario passo verso la ripresa della vita, e il funerale può costituire tale momento. Per questo motivo le varie religioni del mondo – ognuna secondo il proprio rituale – hanno sempre fornito un rito per facilitare l’espressione collettiva del lutto. Così, di fatto, la stragrande maggioranza dei riti funebri è di tipo “religioso”.

Questa sorta di plurisecolare monopolio delle chiese crea un problema nei confronti di quanti religiosi non sono; anche per costoro infatti, o per i loro parenti, il bisogno di una cerimonia funebre non è venuto meno. Così, nel vuoto di disposizioni testamentarie, per mancanza di alternative laiche o per semplice conformismo, il celebrare una inappropriata funzione religiosa in memoria di una persona che palesemente non aveva alcun credo religioso, può essere causa non solo di disagio ma addirittura di ulteriore angoscia e dolore per quanti vi assistono.

È possibile procedere a una cremazione o a una tumulazione completamente in privato e senza alcun rito, ma da questo difficilmente si avrà quel sostegno che una cerimonia in quanto tale potrebbe fornire.

Esiste quindi da sempre il problema del vuoto cerimoniale funebre per quanti sono vissuti e morti laicamente.

Di conseguenza, da oltre un secolo, alcune organizzazioni laiche ed umaniste internazionali aiutano a organizzare cerimonie funebri laiche, talvolta preparando professionalmente alcune persone alla conduzione di tali cerimonie (i “celebranti”), talvolta, più semplicemente, fornendo consigli e assistenza alle famiglie ed agli amici che desiderano organizzare in proprio una cerimonia funebre laica.

Nella nostra società sempre più laica, la domanda di funerali non-religiosi è in continua crescita. Ciò costituisce una vera e propria sfida organizzativa alle associazioni laiche e umaniste che intendono colmare quel “vuoto cerimoniale funebre” di cui si è detto fornendo, a chi lo richiede, la possibilità di una valida alternativa alla cerimonia religiosa. Cerimonie laiche dunque che, per loro natura e tradizione, vogliono essere delle celebrazioni “personali” della vita di un individuo, senza riferimenti religiosi di alcun genere.

Per fare fronte a questa richiesta sempre maggiore, per incoraggiare e assistere tutti coloro che desiderano celebrare in proprio la vita di un caro defunto con una cerimonia totalmente personale, degna e appropriata, è però necessario non solo individuare persone idonee ad intraprendere questo ufficio così umanamente gratificante, ma anche formarle in modo appropriato e fornire loro i mezzi tecnici necessari.

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