L’eredità può essere accettata con beneficio d’inventario. L’erede può ricorrere a questa clausola se vuole, prima di accettare, far eseguire una valutazione dei beni ereditari. Il patrimonio del defunto verrà tenuto distinto da quello dell’erede fino al momento in cui questi abbia deciso se accettare o meno l’eredità.

Se l’erede accerta che l’ammontare dei debiti del defunto supera il valore dei beni ereditati, l’erede risponderà soltanto nei limiti di questo valore nei confronti dei creditori del defunto.

L’accettazione con beneficio d’inventario è obbligatoria per l’eredità devoluta ai minori, agli interdetti, a minori emancipati ed agli inabilitati e deve essere fatta con dichiarazione ricevuta da un notaio o dal cancelliere del Tribunale competente.

Per fare l’inventario si deve procedere attraverso un ricorso al Tribunale sottoscritto da uno di questi soggetti:

1) L’esecutore testamentario

2) Coloro che possono avere diritto alla successione

3)I creditori

L’inventario viene redatto dal Pubblico ufficiale incaricato che almeno tre giorni prima dovrà invitare ad assistervi il coniuge superstite, gli eredi legittimi, l’esecutore testamentario, gli eredi istituiti ed i legatari. Il pubblico ufficiale che procede all’inventario può nominare uno o più esperti per la valutazione dei beni mobili.

Quando deve essere fatto l’inventario?

  • Caso 1) L’erede è già in possesso dei beni: in tal caso l’inventario deve essere fatto entro 3 mesi dall’apertura della successione. Se l’inventario entro questo termine è stato iniziato ma non completato, si può ottenere dal Tribunale una proroga che, salvo gravi circostanze, non potrà superare i tre mesi. Qualora questo termine decorra senza che l’inventario sia stato fatto, il chiamato all’eredità è considerato erede puro e semplice. Se l’erede ha  completato l’inventario, ma non ha ancora accettato l’eredità ha 40 giorni per decidere se accettare o meno l’eredità. Trascorso questo termine senza che abbia deciso, è considerato erede puro e semplice.
  • Caso 2) L’erede non è in possesso di beni: in tale caso l’eventuale erede può fare la dichiarazione di accettazione con il beneficio d’inventario. Se poi ha ultimato l’inventario, ma non ha ancora accettato, per fare la dichiarazione ha 40 giorni; in mancanza di accettazione entro questo termine egli perde il diritto di accettare l’eredità.

L’effetto principale, dunque, dell’accettazione con beneficio d’inventario è quello di non portare all’unificazione del patrimonio del defunto con quello dell’erede, con il risultato che questi non sarà tenuto al pagamento dei debiti oltre il valore dei beni a lui pervenuti quali risultati dall’inventario.

 L’erede, in ogni caso,  non risponde dell’amministratore dei beni ereditari, se non per colpa grave.

Che cos’è la “separazione dei beni” defunto/erede

La separazione dei beni del defunto da quelli dell’erede serve ad assicurare il soddisfacimento, con i beni del defunto, dei creditori del defunto.

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