Che cos’è la morte apparente

Il momento della morte è un momento particolare, che deve presentare alcune caratteristiche scientifiche ben precise….

Innanzitutto, ecco una definizione esatta della morte: è la cessazione permanente e irreversibile delle attività vitali di un organismo. In particolare, di quelle degli apparati nervoso, circolatorio e respiratorio.

Ci sono, secondo la scienza, tre momenti della morte: quella cardiaca, quella respiratoria e infine quella cerebrale. Che cos’è la “morte apparente” Un capitolo a parte merita la cosiddetta morte apparente, cioè la perdita di coscienza e sensibilità generale, uniti alla immobilità del corpo con una solo apparente cessazione dell’attività cardiaca e della respirazione: l’individuo sembra, effettivamente, morto.

Ma questa manifestazione estrema può dipendere da diversi fattori patologici: letargia isterica, commozione cerebrale, sincope, folgorazione, assideramento, intossicazioni (da alcol o droghe). Proprio per essere certi di non trovarsi difronte a un caso di morte apparente, la legge ha prescritto che i cadaveri siano tenuti in osservazione per almeno 24 ore. Inoltre, si deve accertare la totale assenza di attività elettrica (elettrocardiogramma) per 20 minuti almeno.

La morte è progressiva, non uniforme Non tutte le cellule del corpo umano muoiono nello stesso momento: tutto dipende dal fabbisogno di ossigeno della singola cellula. Meno una cellula ha bisogno di ossigeno, più sopravvive: le prime a morire sono quelle nervose, poi quelle cardiache, poi tutte le altre.

Ed ecco perché sono state individuate tre fasi distinte e successive del morire: – la morte relativa: cessano le attività vitali ma un intervento di rianimazione potrebbe conseguire dei risultati – morte intermedia: le funzioni vitali sono sparire, ma resistono attività di topo cellulare (questa è la cosiddetta “morte clinica” o “morte legale”). – morte assoluta: cessa qualunque attività cellulare e inizia il processo di “autolisi” (la dissoluzione del corpo).

Come può avvenire La morte può sostanzialmente avvenire in quattro modi: morte “naturale”: dovuta a cause interne, malattie, ecc.; morte “violenta”: incidenti, omicidi, suicidi; morte “improvvisa”: dovuta a cause naturali ma imprevedibili; morte “sospetta”: quando la causa non è chiara   I “segni della morte” La conseguenza della cessazione delle attività vitali porta a una serie di trasformazioni nel corpo umano.

Raffreddamento del corpo: quando cessano le attività vitali che producono calore, la temperatura corporea si abbassa fino a equiparare quella dell’ambiente esterno (ci vogliono circa 24 ore)

Disidratazione: la temperatura si abbassa anche perché i liquidi evaporano dal corpo

Acidificazione: inizia quasi subito ed è un processo che dura poche ore

Ipostasi: il sangue che non circola più ristagna (per effetto della gravità) a seconda della posizione del corpo

Rigor mortis: la rigidità cadaverica, comincia 2,3 ore dopo la morte e si completa nelle 12/24 successive. Poi, progressivamente, scompare, durando in tutto 3/ giorni.

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