Eredità: come avviene la divisione tra moglie e figli?

15 giugno, 2017
 
Eredità: come avviene la divisione tra moglie e figli?

Se un padre di famiglia lascia la moglie e due o più figli, a chi va l’eredità, nel caso in cui abbia lasciato testamento o meno?

Purtroppo le questioni ereditarie non risparmiano neanche i familiari più stretti e finiscono spesso in tribunale con cause tutt’altro che brevi e indolori. Eppure le regole, scritte all’interno del codice civile, sono chiare e facili da comprendere, in presenza o meno di testamento. Rivediamole.

Divisione dell’eredità con testamento

Chi scrive un testamento, il “testatore”, sa che per legge deve sempre rispettare le quote minime che spettano ai “legittimari”, cioè i parenti più stretti: il coniuge, i figli (discendenti) o i genitori (ascendenti). In pratica, ciò significa che il patrimonio del testatore si divide in due parti: la quota “vincolata” (o meglio “indisponibile”) che deve necessariamente andare ai legittimari, e la quota “disponibile” di cui il testatore può fare quello che vuole, anche lasciarla a amici o estranei. Ebbene, in caso di divisione dell’eredità tra moglie e due o più figli si ha la seguente situazione:

  • alla moglie spetta il 25% dell’eredità + il diritto di abitazione della casa coniugale;
  • ai 2 o più figli spetta il 50% dell’eredità in parti uguali tra loro.

Si avrà quindi che la quota dell’eredità disponibile corrisponde al residuo quarto (25%).

Se il parente defunto lede tali quote minime di eredità spettanti ai legittimari, questi ultimi possono agire con la cosiddetta “azione di riduzione della legittima”.

Divisione dell’eredità senza testamento

Diversa l’ipotesi della divisione dell’eredità tra moglie e 2 o più figli se il testatore non ha fatto testamento o il testamento è stato dichiarato illegittimo dal tribunale. In questo caso subentrano le regole della “successione per legge” o “successione legittima”: in pratica, in mancanza della volontà del testatore è la legge a individuare quali parenti ereditano e in quale misura. La presenza di parenti più stretti esclude la possibilità di ereditare di quelli più remoti (ad esempio, se il defunto ha dei figli ancora in vita, ai nipoti non spetterà nulla).

Immaginiamo dunque che muoia un uomo e che a lui succedano soltanto la moglie e due figli. Come avviene la divisione dell’eredità? La risposta è contenuta nel codice civile secondo cui “quando con il coniuge concorrono i figli, il coniuge ha diritto alla metà dell’eredità se alla successione concorre un solo figlio, e a un terzo negli altri casi” (ossia se si sono più figli). Questo significa che l’eredità tra moglie e 2 o più figli si divide nel seguente modo:

  • alla moglie va il 33% dell’eredità;
  • ai 2 o più figli va l’altro 66% dell’eredità, diviso tra loro in parti uguali.

 

Ma attenzione: la successione riguarda anche i debiti lasciati dal defunto. I creditori non possono chiedere l’intero pagamento al singolo erede (cosiddetta “regola della solidarietà passiva”) ma devono rivolgersi a ciascuno di essi nella misura proporzionale alla quota di eredità pervenuta. Nel caso quindi di divisione dell’eredità tra moglie e figlio, una persona che, ad esempio, vanti un credito di 100 euro dal defunto ne potrà chiedere solo 33 alla madre e gli altri 66 ai figli, ciascuno in proporzione alla rispettiva quota, ma non potrà mai chiedere tutti i 100 euro a uno solo degli eredi.

(Fonte: www.laleggepertutti.it)




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