Cremazione, nata per gli eroi

29 settembre, 2014
 
Cremazione, nata per gli eroi

La cremazione, intesa come pratica di bruciare i cadaveri, ha origini molto antiche, addirittura risalenti al periodo neolitico. Certamente la usavano etruschi, greci e romani. Rileggendo i poemi omerici si comprende però che l’atto di bruciare il cadavere era riservato agli eroi, ai guerrieri, mentre i soldati comuni venivano abbandonati agli animali selvatici.

Quanto ai romani, a loro spetta il merito di aver scritto la prima “legge di polizia mortuaria” che proibiva di bruciare corpi all’interno delle mura cittadine. E, in ogni caso, il rito del fuoco era riservato ai patrizi, essendo comunque il costo della pira (la struttura in legno su cui adagiare il cadavere) molto elevato.

Quando poi Roma diventò cristiana, ereditò la tradizione della sepoltura (inumazione o tumulazione delle catacombe). Ed è in quest’epoca che risale nella comunità cristiana il concetto di “cremazione” come antagonista della fede e della religione: nel IX secolo la Chiesa la vietò espressamente, considerandola un rito pagano. Naturalmente, in questo divieto non occupa un posto secondario l’inevitabile paragone fra le fiamme della pira e quelle dell’inferno.

Verso il Mille, la cremazione scompare da tutto il Mediterraneo, bandita sia dai cristiani sia dai musulmani. Ma poiché talvolta bruciare i cadaveri era necessario per motivi igienico-sanitari, Papa Bonifacio VIII nel 1300 diede un ulteriore giro di vite vietandola anche in quei casi.

Bisogna attendere quasi 500 anni perché il tema della cremazione torni d’attualità: nel 1797 a Parigi, dopo la Rivoluzione Francese, è sottoposta al voto dell’Assemblea una legge che consente a tutti i cittadini di far cremare i loro morti.

Il colpo di grazia fu comunque Napoleone a darlo quando, di fatto, scippò alla Chiesa la gestione delle pratiche funebri, affidandola solo ed esclusivamente all’autorità civile: in quel momento la morte diventò, di fatto, un problema “di salute pubblica”.

Nel nostro Paese la cremazione diviene “facoltativa” con una legge sanitaria del 1892, epoca in cui cominciano a nascere le prime SoCrem, Società per la Cremazione (bastava, e basta, iscriversi e pagare una quota annuale per avere la garanzia, una volta morti, di essere cremati). La Chiesa dichiarò di fatto “fuori legge” tutte le SoCrem.

Il primo impianto crematorio italiano fu realizzato a Milano nel 1876, seguita da Cremona, Roma, Varese, Udine, Firenze, La Spezia, Torino e Bologna.

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